ARROGANZA E NOIA

Lippi continua sulla sua strada, tutti gli altri possono andare a quel paese, se con lui bene altrimenti chissene frega. Poco importa che il popolo continui a dargli dei segnali chiari di disapprovazione, ad apprezzare la nazionale ma anche ad appuntare problemi che non vogliono essere risolti. E' un diritto del popolo obbiettare. A Lippi tutto questo non interessa: ieri nel post partita contro la Svezia il CT ha detto «Di quello che fa la gente a me non frega niente. Se qualcuno vuol fischiare chi gli ha portato la Coppa del mondo faccia pure. Io proverò a regalargliene un'altra. Però comincia a venirmi il sospetto che chi ci sia qualcuno che va sotto la curva a sobillare i tifosi...» In poche parole tanta carne al fuoco: innanzitutto da una persona che rappresenta l'Italia del calcio non è molto bello sentirsi dire di voi non me ne frega niente perchè è troppo comodo accettare i complimenti quando arrivano ma rispedire al mittente le critiche. A disposizione sempre, nel bene e nel male, oppure distacco coerente.
La gente fischia? Il caro Lippi dovrebbe provare a chiedersi il perchè, a farsi un piccolo esame di coscienza, soltanto in questo modo riuscirebbe nella difficile impresa di risultare oltre che vincente - almeno nel passato - anche simpatico e di farsi apprezzare anche nei momenti negativi. Lippi andrà in Sud Africa per vincere il secondo mondiale di fila ma, oggettivamente, la cosa è molto difficile: l'Italia di ieri è stata una bella squadra, ma la forza della partita contro la Svezia - la Svezia, mica il Brasile, l'Inghilterra o l'Argentina - è stata la voglia e l'entusiasmo messo da quei giocatori che non avevano ancora vestito la maglia azzurra e che probabilmente non la indosseranno più ,ma che volevano fare bene agli occhi del tecnico. Dei giocatori partiti titolari non c'era in campo nessuno dei campioni del mondo del 2006: nessun senatore, solo giovani vogliosi di giocarsi il tutto per tutto. Gli altri, quelli col posto già gartantito non sono più ai livelli di 4 anni fa e questo si rispecchia anche nelle prestazioni nei rispettivi club. L'Italia non è una delle favorite alla vittoria.
Lippi ribadisce di essere campione del mondo: daccordo, ma anche questa storia alla lunga diventa noiosa. Non è possibile giustificare ogni scelta dubbia o non condivisa dall'opinione pubblica con la solfa dell'io sono campione del mondo e per questo decido. Clamoroso lo scatto di nervosismo nel finale: ma chi avrebbe vantaggio a convincere l'Italia - perchè qui non si parla di milanisti, interisti, juventini - a fischiare il tecnico? Se Lippi si becca i fischi da uno stadio - che poi apprezza ed incita gli undici in campo è perchè quei tifosi italiani non sono daccordo con le sue scelte ed invece di non rispondere o di farlo polemicamente, il CT avrebbe il dovere di dare spiegazioni sul proprio operato. Conclusione con l'argomento che andrà avanti ancora per molto tempo e che francamente, però, mi ha già stufato: Amauri e la Nazionale. Io non credo che Amauri sia indispensabile a questa nazionale, abbiamo gente come Pazzini, Iaquinta - Balotelli, perchè no - e trasformare un Amauri in un Messi o in un Kakà, in gente che sostanzialmente ha le potenzialità da fuoriclasse per risolvere da solo una partrita, è francamente pericoloso, per tutti. Eppure Amauri è già uno della nazionale ancor prima di essere diventato italiano: lui ci sarà al mondiale, nonostante tutto e tutti. Non dimentichiamo, però, che Amauri, il quale adesso dice di aver sempre desiderato la maglia azzurra, ha aspettato ardentemente per anni una convocazione nella selezione brasiliana, mai arrivata. Occhio Italia, affidare molto ad una persona che ti reputa una seconda scelta è pericoloso, se poi pensiamo che un Cassano non ci giocherà mai...